Tac Med Challenge 2019

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Racconto della gara "Tac Med Challenge", che si è svolta a Liegi (Belgio), sabato 8 giugno 2019, a cui ha partecipato l'intero staff di questo blog.
gara forze dell'ordine

L’inizio

Ci sono alcune esperienze che ti fanno crescere professionalmente. Come la Tac Med Challenge I Edizione che si è svolta a Liegi sabato 8 giugno 2019. Abbiamo scoperto l’evento qualche mese mese prima sulla pagina Facebook di Tecc Belgium, l’ente organizzatore. Il video di presentazione su YouTube non faceva presagire nulla di buono: warm-up, percorso di guerra, scenari con feriti multipli, ecc. Tutto faceva pensare che ci saremmo fatti un c… così! Nonostante tutto, io, Maurizio e Marco abbiamo deciso di iscriverci, con un misto di eccitazione per la sfida e un’ansia da prestazione. Non conoscevamo assolutamente il livello di professionalità e preparazione fisica dei nostri avversari. E nemmeno le prove che ci avrebbero atteso.

Qualche problema

I primi problemi sono arrivati quando abbiamo letto il regolamento di partecipazione: si richiedeva tassativamente che il team fosse formato da sei persone: due sanitari (Medici, Infermieri, Paramedici), due Vigili del Fuoco, due membri delle Forze dell’Ordine. Tutti professionisti accertati. Fino al termine ultimo dell’iscrizione, eravamo solo sanitari a voler partecipare. Tecc Belgium ha così raccolto la nostra iscrizione con riserva. Poche settimane prima della gara non sapevamo ancora quale fosse il nostro destino. Finchè ci hanno comunicato che due di noi potevano partecipare in un team internazionale composto da professionisti rimasti “spaiati”. I prescelti eravamo io e Marco. A questo punto non sapevamo nemmeno in che lingua avremmo dovuto parlare! Maurizio e Caterina ci avrebbero accompagnato partecipando all’organizzazione. Oltre a raccogliere spunti per un possibile futuro evento simile in Italia.

Il giorno zero

E così, sabato 8 giugno, ci siamo raggruppati alla Scuola di Formazione (EPAMU) di Liegi, in Belgio, per la prima edizione della Tac Med Challenge 2019! Dopo avere espletato le formalità burocratiche, abbiamo fatto un briefing pre-gara. Poi abbiamo finalmente conosciuto i nostri compagni di squadra. Io e Marco eravamo assegnati a due poliziotti e due pompieri belgi. Le altre squadre provenivano dalla Germania e dal Belgio. Avremmo comunicato un po’ in francese, un po’ in inglese.

La gara e gli scenari

Tutte le squadre, a turno, erano chiamate ad intervenire in due scenari diversi. Nel primo un active shooter aveva sparato a molte persone in un supermercato. Non pago, si era poi barricato in un negozio vicino. Nel secondo scenario, un uomo armato di coltello aveva colpito tutta la famiglia in una casa su due piani. Prima di ogni scenario si faceva un “warm-up” molto “crossfit”, per accelerare la frequenza cardiaca e ridurre l’apporto di O2 al cervello. Quel poco per non capire più nulla. Le competenze tecniche venivano invece valutate all’interno dello scenario stesso.

Valutazione

Le unità speciali della Polizia Federale Belga hanno elaborato ogni scenario. Il gruppo Tecc Belgium della NAEMT li ha poi validati. Lo standard di riferimento per tutti erano le linee guida internazionali del C-TECC. Una giuria di 15 esperti osservava i concorrenti da remoto attraverso telecamere poste all’interno delle stanze dove si svolgeva l’azione.

Risultati

La nostra squadra ha conquistato il quarto posto. Ahimè, non abbiamo portato a casa gli allettanti premi di chi finiva sul podio. Si trattava di materiale sanitario “tattico”, tipo barelle “foxtrot” e altri articoli molto utili, offerte dai numerosi sponsor presenti all’evento. Ci siamo consolati con il pacco gara, contenente un chest seal, delle bende israeliane, la classica borraccia di metallo e una bella tazza con il logo della competizione. Chi sono stati i migliori? La squadra tedesca. Nel debriefing post-gara abbiamo analizzato la nostra prestazione. Sono emerse le problematiche di comunicazione e la pressochè nulla amalgama del nostro team. Che poi sono le stesse problematiche che si affrontano nella realtà, quando capitano eventi del genere. Il lato positivo è che, a livello europeo, le procedure insegnate nei vari corsi sono omogenee. Tutti approcciamo il ferito da atto violento, esplosione o sparatoria, nello stesso modo, seguendo l’algoritmo MARCH.

Considerazioni finali

Da migliorare per tutti il dispositivo di comando e coordinamento tra le varie figure professionali coinvolte. Che sicuramente non può che migliorare organizzando esercitazioni più realistiche possibili. E perchè no, magari anche in Italia? Diteci nei commenti, sulla nostra pagina Facebook e Instagram, se l’idea vi piace. E se vi interessa partecipare anche voi ad un evento simile.

Giovanni B. Giay Pron

Giovanni B. Giay Pron

Infermiere 118 Piemonte, Istruttore TECC e TCCC, Coordinatore Nazionale programma TECC per Naemt Italia. Avido lettore, curioso di natura, credo nella divulgazione scientifica seria e rigorosa come strumento di crescita e sviluppo della società.

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