Accesso intraosseo sternale

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In questo post ci occupiamo dell’accesso intraosseo sternale, uno strumento che nell’ambito del mondo civile italiano è poco conosciuto, ma che nell’ambiente degli operatori tattici TCCC/TECC è oramai ben noto.

In questo post ci occupiamo dell’accesso intraosseo sternale, uno strumento che nell’ambito del mondo civile italiano è poco conosciuto, ma che nell’ambiente degli operatori tattici TCCC/TECC il suo utilizzo è ben noto. È infatti una delle abilità che devono essere acquisite durante il corso.

Talvolta, l’accesso endovenoso in pazienti gravemente malati e feriti può essere difficile o impossibile da reperire sul campo. L’accesso intraosseo è una valida alternativa consolidata per ottenere un accesso sicuro e stabile al sistema vascolare.

Tra i modelli di intraossea sternale attualmente in commercio troviamo il FAST1, FAST RESPONDER e FASTTactical.

Un po’ di storia

Pyng Medical è il pioniere della tecnologia di infusione intraossea sternale. Nel 1997 la Pyng Medical ha ricevuto l’autorizzazione per l’utilizzo della FAST1, il primo sistema intraosseo autorizzato dalla FDA (Food and Drug Administration), progettato specificamente per l’inserzione a livello sternale negli adulti durante interventi in emergenza. Nel 2008, FAST1 è stato autorizzato per l’uso negli adolescenti di età pari o superiore a 12 anni. La FAST1 viene utilizzata dal personale militare e da combattimento da oltre 12 anni.

Nel 2013, Pyng Medical ha lanciato la FASTResponder, che include tutte le funzionalità affidabili e comprovate di FAST1, ma è modificato per soddisfare specificamente le esigenze dei servizi medici di emergenza civili e del personale di terapia intensiva dell’ospedale. La FASTCombat è stata lanciata poco dopo; è un dispositivo del tutto simile al FASTResponder, ma con colori tattici. Nel 2016, Pyng Medical ha introdotto FASTTactical, sia per l’ uso civile, sia per quello militare.

FASTTactical si basa sul design di FASTResponder e FASTCombat, ma include un esclusivo imballo in tubo rigido che lo rende ideale per adattarsi agli zaini medici, proteggendo il dispositivo e mantenendolo sterile.

Perchè usare un accesso intraosseo sternale (IO)

Come riportato all’inizio dell’articolo, in situazioni di emergenza intra ed extra ospedaliera, reperire un accesso venoso può diventare difficile se non impossibile; l’accesso intraosseo rimane l’unica alternativa valida.

L’avvio di una flebo su un paziente con shock ipovolemico o arresto cardiaco rappresenta una vera sfida. I sistemi di infusione intraossei consentono ai soccorritori di somministrare fluidi e farmaci di emergenza nel sistema vascolare attraverso il midollo osseo in modo rapido, sicuro ed efficace.

Molte organizzazioni internazionali consigliano un accesso intraosseo solo dopo aver fallito due tentativi per reperire l’accesso venoso periferico. L’IO è riconosciuta dall’ American Heart Association, dall’ Advanced Trauma Life Support, dall’ Advanced Cardiac Life Support, nonché dal European Resuscitation Council, ed è parte dell’addestramento di medicina militare e delle linee guida per l’assistenza tattica al combattimento.

Qualsiasi fluido o farmaco che può essere somministrato per via endovenosa, può essere somministrato tramite IO a una velocità approssimativamente uguale o superiore. L’accesso IO può essere reperito in 10 secondi (essenzialmente equivale a una linea venosa centrale) ed i farmaci infusi raggiungono il cuore entro 30 secondi.

Chi può praticare una intraossea?

Per praticare una IO è necessario aver avuto un training adeguato. Da alcuni studi eseguiti, è emerso che il tasso di successo dell’IO sternale eseguito da personale formato, ma alla prima esperienza in urgenza, è del 74%; per quelli con almeno un precedente utilizzo è del 95%. Il tempo di accesso medio per tutti gli operatori è di 77 secondi.

Velocità e portata

Come precedentemente detto, la portata e la velocità di infusione dell’ IO sono paragonabili alla tradizionale infusione endovena. La portata varia in base a una serie di fattori. Le due variabili più importanti sono la pressione sanguigna del paziente e il tipo di sistema di infusione. Utilizzando il tradizionale sistema di gocciolamento, si raggiunge un flusso fino a 80 ml/minuto a caduta, e più di 150 ml/minuto con una pompa siringa.

Farmacocinetica

La farmacocinetica dell’infusione dell’ IO è simile alla IV per quanto riguarda il tempo di ingresso in circolazione, le concentrazioni nel sangue e gli effetti sugli organi bersaglio.  Per quanto riguarda le dosi clinicamente efficaci per gli organi bersaglio, l’infusione di IO è equivalente o più veloce di quella IV.

IO ed RCP

L’IO può essere inserita ed utilizzata durante la RCP e non interferisce con altri procedimenti di rianimazione. Questo dispositivo può essere utilizzato anche con un collare cervicale posizionato per l’immobilizzazione. Il dispositivo può essere inserito anche in caso di ustioni cutanee profonde.

Sede di inserimento

L’IO sternale viene collocata nel manubrio dello sterno. Il manubrio si trova nella parte superiore dello sterno. Il posizionamento della mano per le compressioni toraciche della RCP si trova al centro dello sterno all’altezza dei capezzoli. Di conseguenza si può posizionare l’IO anche durante il MCE (massaggio cardiaco esterno).

L’intraossea sternale può essere lasciata in situ per 24 ore.

http://www.pyng.com/wp-content/uploads/2014/05/FAST1-Insertion2.jpg

Controindicazioni all’uso della IO sternale

  • Età inferiore ai 12 anni
  • Frattura dello sterno/manubrio o volet costale
  • Grave osteoporosi
  • Sternotomia precedente e/o cicatrice

Modelli di intraossea sternale in ordine cronologico di immissione sul mercato.

FAST 1

FAST Responder

FAST Tactical

Conclusioni

In emergenza, sia intra che extra ospedaliera, avere l’intraossea disponibile è una sicurezza in più per gli operatori (e per il paziente).

Per quanto riguarda la tecnica dell’inserimento, invitiamo i lettori di Tactical Rescue a frequentare un corso di TCCC/TECC.

Parleremo ancora di device intraossei nei prossimi post, nello specifico dell’EZ-IO e della comparazione intraossea sternale Vs intraossea tibiale e omerale.

Avete già utilizzato l’accesso intraosseo sternale su un paziente? Raccontateci la vostra esperienza nei commenti!

Caterina Peraldo Neia

Caterina Peraldo Neia

Biologo molecolare di professione, svolgo la mia attività di ricerca preclinica e traslazionale in campo oncologico. Fondamentale per il mio lavoro è la curiosità, accompagnata sempre da un metodo scientifico rigoroso. Per passione, da sei anni sono volontaria soccorritrice in ambito sanitario.

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